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Autore:
Mariateresa Cascino per Euform
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Investimenti in Turismo in Basilicata
Itinerario di analisi
di Mariateresa Cascino
Investimenti a tutto campo nell'industria delle vacanze e del
tempo libero. Il ruolo economico del turismo in Basilicata non prescinde dall'importanza
dell'operatore pubblico regionale che negli ultimi anni ha mobilitato consistenti
risorse finanziarie a sostegno dello sviluppo del mercato delle vacanze e
del tempo libero, in una regione ricca di bellezze paesaggistiche, artistiche
e culturali, luogo ideale per turisti e viaggiatori. A confermare la tesi,
i dati del Rapporto presentato da Unioncamere nel Luglio 2004 su "La spesa
per il turismo in Basilicata, soggetti, risorse, finalità, effetti". Nel decennio
che approda al nuovo secolo, la Basilicata registra una propensione di spesa
superiore addirittura alla media nazionale. Circa 31,2 milioni di euro è la
media dell'ammontare degli investimenti effettuati, di cui si intende accertare
l'efficacia. Nella mappa della spesa turistica regionale, il principale soggetto
di spesa è l'ente regionale seguito dagli enti regionali strumentali, (APT),
enti locali, camere di commercio ed operatori privati. In posizione primaria,
tra le fonti di finanziamento nazionali per il sostegno di interventi finalizzati
al miglioramento dell'offerta turistica, compresa la promozione e la creazione
dei sistemi turistici locali, spicca legge 135/2001.
La Regione Basilicata, nel triennio 2001 - 2003 si è vista assegnare
risorse pari a 4.537 M Euro attraverso cui la Regione ha finanziato un programma
straordinario di promozione nell'anno 2002, due programmi straordinari di
riqualificazione turistica (2002-2003), e tre progetti di sviluppo interregionale
da concludere nell'anno 2006. Una campagna di telepromozione sulla rete televisiva
di stato e su radio è stata realizzata attingendo risorse pari a 255 mila
euro. Un incalzante Pippo Baudo invitava telespettatori e radio ascoltatori
a visitare la Basilicata e assaggiare le prelibatezze enogastronomiche della
terra tra i due mari. Con 170 mila euro sono state avviate azioni di supporto
per sperimentare un nuovo modello di sviluppo turistico fondato sulle aree
prodotto. Con 100 mila euro è stato finanziato il progetto "Villaggi Aperti"
per incrementare le escursioni e le visite dei centri storici maggiori e minori
della Regione per i villeggianti dei resort turistici sulle coste. Per i programmi
di riqualificazione turistica, per il miglioramento dell'arredo urbano, pulizia
degli arenili, miglioramento dei servizi sulle località montane sono stati
attinti 250 mila euro, investiti in particolare in alcuni comuni della fascia
Jonica e Tirrenica. Per lo sviluppo interregionale, sono state destinate risorse
pari a 927 mila euro con le quali si sono realizzati interventi relativi a:
"Ospitalità nei Borghi" itinerari nei centri storici minori in partnership
con la Regione Campania (capofila), la realizzazione di un portale telematico
interregionale di promozione turistica in partnership con altre sette regioni,
Campania, Puglia, Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Friuli; l'insediamento
di un "Centro Studi per le politiche del turismo", in partnership con tutte
le Regioni e le Province autonome. Per questi ultimi progetti, gli interventi
sono in corso e hanno scadenza nel 2006. Nella mappa degli interventi e dei
finanziamenti, la legge 549/95 e la successiva 266/97, hanno previsto il cofinanziamento
di programmi regionali finalizzati alla riqualificazione delle attività commerciali
e turistiche, sia con interventi infrastrutturali, sia con aiuti alle imprese
del settore.
Sono state trasferite risorse pari a 2.803 M Euro che hanno interessato
anche i comuni di Matera, Potenza, Maratea e Bernalda, con un importo di cofinanziamento
da parte dei comuni interessati pari a 401 mila euro. In merito alle risorse
inerenti la concessione di contributi e agevolazioni alle attività produttive
previste dalla legislazione nazionale, i trasferimenti confluiti nel Fondo
Unico Regionale, sono pari a 1.114 M euro, destinati alle attività di promo
- commercializzazione dell'offerta turistica regionale, erogati attraverso
l'espletamento di due bandi cofinanziati al 60% che hanno attivato una spesa
da parte degli operatori privati di 743 mila euro. Con la legge 488/1992 Turismo,
sono state concesse in Basilicata agevolazioni per 44,4 M Euro che hanno finanziato
92 progetti d'investimento per un valore complessivo di 157,1 M euro di cui
112,7 M euro imputabile agli operatori privati. Nell'itinerario d'analisi,
emerge un dato interessante relativo all'incremento degli occupati attraverso
gli interventi effettuati con la legge 488/1992 pari ad un totale di 1.315
unità in tre anni, cioè dal 1999 al 2002. Nel triennio 2001-2003 le risorse
trasferite alla Regione attraverso le leggi e i programmi nazionali, i Fondi
Strutturali e gli strumenti della programmazione negoziata ammontano, complessivamente,
a 140,4 M Euro che, unitamente alle risorse "di sponda" attivate dalla Regione
stessa, hanno permesso di spendere/impegnare per il settore, nel periodo considerato,
192,8 M Euro. A livello regionale, i fondi POR rappresentano la parte più
consistente delle risorse finanziarie disponibili.
Sono due le Misure specifiche del settore: Misura IV 5 per il
sostegno all'impresa turistica e alle iniziative di mercato con 21.577 M euro,
Misura IV 6 per le attività di valorizzazione turistica attraverso azioni
di marketing e promozione sul mercato con 32.584 M euro. Altre misure hanno
un legame diretto con queste ultime e sono relative alla tutela del patrimonio
ambientale con 12.392 M euro, alla tutela delle risorse storico culturali
con 38.362 M Euro, e alla diversificazione delle attività aziendali con 5.507
M Euro. Il totale generale delle risorse POR per le attività turistiche è
pari a 101.421 M euro. Gli interventi del POR trovano concreta attuazione
nei Progetti Integrati Territoriali, facendo leva sull'integrazione delle
attività progettuali delle diverse azioni intraprese sulle otto aree PIT della
Regione Basilicata. Lo studio effettuato tenta di formulare delle valutazioni
in termini di coerenza interna nell'uso delle risorse giungendo a confermare
che l'attuale definizione delle aree di programmazione non esprime una piena
coerenza con il prodotto turistico locale. Sono tre le aree che emergono dall'analisi:
le aree PIT sono in larga misura le aree di programmazione economica, dunque
le aree che decidono l'uso delle risorse; le aree prodotto, aree programmatiche
per l'attuazione delle politiche di promozione turistica e le aree turistiche
che hanno un'effettiva consistenza turistica in termini di flussi. Le tre
tipologie di aree, secondo lo studio condotto da Unioncamere, non coincidono
e differiscono sensibilmente.
Dal momento che le "Aree- Prodotto" coprono l'intero territorio
regionale, le aree turistiche sono in esse contenute, ma in molti casi ne
interessano solo una piccola porzione. Diversamente, le aree PIT, quindi le
aree nell'ambito delle quali viene decisa la destinazione delle risorse, sono
del tutto differenti e non rispondono ad una logica turistica. Tutto ciò rende
comprensibilmente difficile una coerenza nell'uso delle risorse che, tendenzialmente,
potrebbero rispondere a logiche diverse dall'effettivo fabbisogno di potenziamento
del sistema turistico territoriale. La mancata individuazione delle aree presso
cui far confluire le risorse per potenziare e qualificare l'offerta non facilita
la selettività della spesa. La decisione strategica, adottata dal Piano Turistico
Regionale, di definire tutto il territorio regionale di interesse turistico,
se non applicata con una certa "flessibilità", rischia di determinare una
dispersione territoriale di risorse, poco coerente con le effettive potenzialità
di attrazione delle diverse aree (da questo punto di vista, fa certamente
riflettere il dato che indica nel 45% la quota di risorse destinate a territori
estranei alle aree turistiche, in cui invece si concentra quasi il 90% delle
presenze). Sembra quasi che i criteri di assegnazione dei fondi corrispondano
più ad una logica di equità territoriale, anziché al sostegno della funzione
turistica del territorio nelle diverse tipologie presenti: turismo balneare,
culturale, ambientale.
Il modello turistico con cui la Basilicata si posiziona sul mercato turistico
globale non è stato ancora definito. La politica di programmazione deve quindi
adeguarsi ad un modello strategico da disegnare per posizionare la Basilicata
sul mercato competitivo delle vacanze.
01/03/2005
