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Autore:
Mariateresa Cascino per Euform it:
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Da area prodotto a sistema turistico locale
Il caso di Matera e la Collina materana di Mariateresa Cascino

La metodologia di marketing turistico e territoriale utilizzata nel piano turistico regionale definisce cinque aree prodotto come elementi fondamentali dell'offerta turistica: Vulture Melfese, il Mepontino, le zone di Gallipoli Cognato-Val D'Agri-Pollino, i territori di Maratea-Sirino e l'area di Matera con la Collina materana. Con le aree prodotto si è inteso così proporre un prodotto ben definito, contraddistinto dalle peculiarità dell'area e intorno alla quale è possibile formulare adeguate attività promocommerciali. I vantaggi di questa scelta si possono così sintetizzare: il prodotto è unico e distinguibile; rende più agevole la concertazione tra soggetti pubblici e privati; consolida l'identità di ciascuna area e predispone alla creazione di marchi d'area per diversificare i contesti paesistici locali. Il modello sperimentale delle aree prodotto regionali trova la sua consistenza nei Comitati d'area, referenti locali della Regione e dell'Azienda di promozione turistica, per la concertazione di programmi ed interventi finalizzati al marketing turistico. Gli stessi Comitati d'area possono pronunciarsi anche su problematiche individuate dalla Regione e possono intervenire nella programmazione di tutte le iniziative rivolte a rafforzare l'identità e le peculiarità turistiche delle singole aree-prodotto, operando nella 'filiera' turistica. Sono presieduti dal dirigente dell'Ufficio turismo della Regione Basilicata. Ne fanno parte il funzionario regionale addetto al marketing, l'amministratore o il direttore dell'Apt, rappresentanti delle Camere di commercio lucane e della Comunità montana interessata, i project manager delle aree Pit e del Pisu e rappresentanti dei programmi Leader, dei parchi nazionali o regionali presenti nell'area, delle organizzazioni di categoria e delle Pro loco. Dalle aree prodotto, da cui emergono i valori e i simboli dei contesti paesistici, non emergono però in modo distinto ed efficace le capacità e le potenzialità dei grandi poli d'attrazione turistica, come ad esempio la città di Matera, polo d'attrazione culturale d'eccellenza, che registra di anno in anno un numero crescente di visitatori e la cui immagine andrebbe veicolata in modo efficace ed unico proprio per le peculiarità dell'offerta che propone sul mercato delle vacanze. Non a caso, per soddisfare le esigenze di autonomia sul piano delle gestione delle attività di marketing turistico, è stata proprio l'Amministrazione comunale della città dei Sassi a volere adottare il modello del Sistema Turistico Locale così come previsto dalla legge nazionale 135/2001.

Il protocollo d'intesa siglato nel novembre 2004, afferma il ruolo strategico degli enti locali sia come interfaccia per il mondo delle imprese, sia in quanto attori dello sviluppo locale, capaci di coordinare i complessi fenomeni socio economici attraverso gli strumenti della programmazione negoziata. L'STL del Materano non ha confini territoriali e si presenta come un sistema aperto. Hanno aderito al protocollo d'intesa, oltre al Comune di Matera, la Provincia, la Camera di commercio, l'Ente parco delle chiese rupestri, il Consorzio albergatori materani, l'Unione industriali della provincia, l'Associazione delle piccole e medie industrie, il consorzio agrituristico "Le masserie del Falco grillaio", Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confcooperative, Confederazione nazionale artigiani, Federconsumatori, Coldiretti, Federazione regionale campeggiatori, Cittadinanzattiva, Cgil. Il Comune di Matera è l'ente promotore al quale è riconosciuto il ruolo primario e di capofila con funzioni propulsive, di coordinamento e di sovrintendenza delle iniziative e delle attività del Stl. Alla Provincia è riconosciuto il ruolo istituzionale di raccordo delle attività di Stl con eventuali iniziative che, negli stessi settori, sono promosse sul territorio provinciale. Diverse le finalità del protocollo, fra cui la promozione e la valorizzazione del territorio e la riqualificazione delle imprese turistiche, con particolare riferimento allo sviluppo di marchi di qualità. Tutti i soggetti partecipano ciascuno con proprie risorse finanziarie. Già nel dicembre 2003, con una delibera di giunta, la Regione Basilicata aveva equiparato le aree prodotto ai sistemi turistici locali che di fatto a livello giuridico sono ammessi, ma che adottano modelli organizzativi differenziati.

Tra l'attività programmatica dell'Apt e del Stl attivato dal Comune di Matera, sembrano non esserci dunque duplicazioni, anzi ci possono essere possibili collaborazioni tese a rafforzarsi. D'altronde l'art.5 della legge 29 marzo 2001, n.135, laddove contempla il sistema turistico locale, stabilisce che la creazione degli Stl avviene su iniziativa delle amministrazioni locali o di figure private, e per il tramite di forme di concertazione tanto con gli enti funzionali quanto con gli enti pubblici e i soggetti privati che comunque abbiano un interesse al riguardo. Di fatto, di fronte all'esigenza di acquisire la leadership sul piano della promozione del polo d'attrazione turistico della città dei Sassi, anche se non ci sono duplicazioni tra i due modelli adottati a livello regionale e comunale, si corre il rischio di disperdere energie e risorse per il coordinamento delle attività di promozione e marketing da proporre, rispetto alla univocità della comunicazione da trasmettere sull'area prodotto/sistema turistico locale in questione. Dunque, superare la retorica della nostalgia e scegliere un'immagine adeguata all' identità contemporanea, vitale, propositiva, forte e unitaria del sistema delle aree prodotto, per accrescerne la visibilità e la riconoscibilità è il compito primario dell'Azienda di Promozione Turistica. La logica della promozione però non può prescindere dalle effettive potenzialità di attrazione delle diverse aree, definendo tutto il territorio di interesse turistico.

La città di Matera, in quanto polo d'attrazione turistica, necessita di essere promossa in modo univoco, per passare da polo escursionistico a polo turistico vero e proprio, incrementando la permanenza dei visitatori. Solo con un'attenta politica di comunicazione integrata tra i decisori a livello strategico si possono evitare distorsioni d'immagine e confusione tra gli operatori. L'immagine integrata si può ottenere potenziando le reti virtuose del coordinamento e dei criteri di qualità per offrire un modello di comunicazione efficace che funzioni come standard qualitativo di riferimento per la promozione turistica, contrastando la diffusa tendenza localistica e vernacolare che si manifesta nella proliferazione indifferenziata di marchi, iniziative e promozioni in cui tutti promuovono tutto, senza esplicitare gerarchie, criteri di giudizio qualitativo, immagini trainanti, potenzialmente dannose tanto per l'area prodotto, quanto per il sistema turistico locale.

23/03/2005

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