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Autore:
Mariateresa Cascino per Euform it:
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I centri per l'impiego in Basilicata
Una risposta per la ricerca di lavoro
di Mariateresa Cascino

Da vecchi uffici scarsamente funzionali a moderni centri dove si incontrano domanda e offerta di lavoro. È la riforma del collocamento pubblico che trasforma il collocamento da inutile interfaccia burocratica per l'immissione nel mondo del lavoro a intermediazione attiva e progettuale tra la domanda e l'offerta. Una riforma iniziata nel '97 e conclusa nel novembre del '99 con il passaggio, sul piano operativo, delle competenze dallo Stato alle Regioni. Due i nuclei fondamentale della riforma: il decentramento delle competenze in materia di occupazione dall'amministrazione centrale agli enti locali e la distinzione tra i servizi per l'impiego e i centri per l'impiego. Rispetto agli ex uffici di collocamento sono più ampie le funzioni dei servizi per l'impiego, che, nell'ambito della rete di servizi per lo sviluppo locale, hanno il compito di supportare iniziative per offrire lavoro; garantire la realizzazione di azioni; informare, orientare e offrire consulenza alla formazione e al lavoro; promuovere l'inserimento occupazionale delle donne e gli interventi mirati per i soggetti in difficoltà; snellire l'accesso dei singoli e delle imprese alle opportunità di riqualificazione professionale; garantire i dati informativi per l'analisi del mercato del lavoro e per la valutazione dell'efficacia occupazionale delle politiche. In Basilicata, dove la disoccupazione è presente con una percentuale in crescita e dove il rischio di migrazione è alto, i centri per l'impiego sono stati portati sotto la lente del valutatore indipendente per misurarne l'efficacia degli interventi proposti dalla riforma.

La prima analisi effettuata nel 2003 da Ernst&Young sui centri per l'impiego in Basilicata ha riguardato gli elementi di assetto ambientale e dotazione tecnologica, le risorse umane e le attività di formazione, gli interventi effettivamente realizzati e la capacità di fare rete sul territorio. La metodologia utilizzata dal valutatore indipendente ha fatto leva sulle testimonianze acquisite attraverso focus group, il coinvolgimento di soggetti locali quali sportelli integrati polivalenti, le Province, le Associazioni rappresentative del settore industria, dell'artigianato, e dell'agricoltura, sindacati e scuole. La Provincia di Matera, risulta dotata di 3 centri per l'impiego, con altre 2 strutture periferiche e con un totale di iscritti pari a 17650 e di disoccupati effettivi complessivi pari a 7646. La provincia di Potenza è dotata di 5 centri per l'impiego, con altre 4 sedi periferiche, con un totale di 43000 mila iscritti e un numero di disoccupati effettivi complessivi di 22632 unità. Nel Masterplan dei servizi per l'impiego, attraverso un monitoraggio nazionale, si evidenzia che la Basilicata, pur registrando difficoltà simili a quelle incontrate nell'avvio dei servizi per l'impiego sul territorio italiano, raggiunge gli obiettivi prefissati, come nelle regioni del centro nord a differenza delle altre regioni del Mezzogiorno che non hanno raggiunto gli obiettivi preposti. Gli assetti ambientali e le dotazioni tecnologiche dei centri per l'impiego in Basilicata risultano molto vari. Alcuni sono adeguati ai requisiti di accessibilità e funzionalità previsti dalla riforma (Villa D'Agri - Policoro - Matera), altri centri invece si trovano in una situazione logistica provvisoria e attendono che le amministrazioni comunali concedano i locali per lo svolgimento delle attività. Le infrastrutture informatiche presenti sono quelle di base, collegate ad Internet, ma manca una piattaforma informatica dedicata alla domanda e all'offerta di lavoro. Anche la banca dati disponibile è poco utilizzabile rispetto agli standard previsti. I centri per l'impiego in Basilicata, al momento dello svolgimento dell'analisi, non erano collegati tra loro attraverso un rete dedicata, che è in via di attivazione, secondo lo standard operativo dei centri per l'impiego, collegati anche con le Province.

Le risorse umane presenti nei centri per l'impiego provengono in gran parte dal Ministero del Lavoro. Le attività di formazione individuate per rispondere alla domanda di servizi richiesti nei centri per l'impiego, riguardano percorsi specialistici funzionali all'attuazione degli interventi in modalità avanzata, per cui sono stati erogati corsi in materia di collocamento dei disabili, supporto per l'autoimprenditorialità, incrocio tra domanda e offerta di lavoro e la formazione è risultata sufficiente per lo stato attuale di avanzamento dei servizi prestati, registrando solo esigenze di affiancamento on the job. La parte rilevante, sugli interventi attivati fino al 2003, riguarda, colloqui operativi, accoglienza, promozione dell'inserimento lavorativo, mediazione tra domanda e offerta, obbligo formativo. Gli interventi relativi ai servizi avanzati riguardano l'assistenza per l'autoimprenditorialità, sportello per le pari opportunità tra uomini e donne, mentre i servizi da attivare ci sono il collocamento obbligatorio per disabili e i servizi per la popolazione adulta. Dall'analisi emerge la difficoltà di fare rete tra gli imprenditori e le associazioni, difficoltà con il mondo della scuola e un rafforzamento dei Centri per la Formazione professionale e con le scuole per facilitare la collaborazione e l'autovalutazione dei risultati, come previsto nel modello regionale. Gli elementi qualificanti dei centri per l'impiego distribuiti sul territorio lucano sono relativi all'avvio di attività innovative, alla presenza di apparati hardware e alla disponibilità dei soggetti presenti sul territorio per il dialogo e la collaborazione. Le criticità evidenziate nell'indagine si riferiscono all'eccessivo assorbimento degli adempimenti amministrativi rispetto alle competenze dei centri attribuite alla riforma dei Servizi per l'impiego. Unico neo è che i servizi offerti sono scarsamente pubblicizzarti e il livello di attivazione della rete dei centri risulta bassa.

07/01/2005

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