La Basilicata non è la terra dei balocchi
di Mariateresa Cascino*
Pubblicato sul Quotidiano della Basilicata - 28 agosto 2009
Caro Direttore,
la risposta del prof. Celata a Digilio apre un meritevole dibattito sulle politiche culturali in questa regione. Intervengo con alcune premesse. Primo: non è assolutamente mia intenzione mettere in discussione la validità di alcune iniziative come il Maratea Film Festival al quale auspico lunga vita. Secondo: voglio tenermi lontana dalle polemiche aperte a fini politici. Terzo: mi inserisco nel dibattito non per recriminare qualcosa che ha a che fare solo con il Women’s Fiction festival nè per sollecitare un ripensamento circa l’esclusione dai finanziamenti regionali anche perchè abbiamo già presentato il dovuto ricorso.
Intervengo, piuttosto per segnalare l’imbarazzante inadeguatezza della politica a dare risposte chiare e certe agli operatori culturali di questa regione. E quando parlo di politica, parlo non solo di chi ricopre incarichi istituzionali ad ogni livello, ma anche di chi rappresenta i partiti e di chi dovrebbe realizzare gli obiettivi della politica, i dirigenti ed i burocrati, maggioranze di centrosinistra e di centrodestra. Evidenzio una imbarazzante inadeguatezza nel metodo e nel merito nell’assegnazione dei finanziamenti pubblici per i cosiddetti eventi. Il metodo: è mai possibile che in questa regione il dipartimento regionale alle Attività produttive e l’Apt pubblicano i bandi a ridosso degli eventi? E’ mai possibile che si pubblichi la graduatoria in piena estate, addirittura quando alcuni eventi si sono già consumati? E’ o non è, questa, un’imbarazzante inadeguatezza della politica e dei dirigenti?
Il Women’s Fiction Festival farà quasi regolarmente la sesta edizione pur avendo ottenuto, come finanziamento pubblico, l’elemosina di 5 mila euro dal Comune a fronte di un investimento privato di circa 80 mila euro derivante da fondazioni, istituti di credito e sponsorizzazioni arrivate dagli Stati Uniti d’America e da società italiane. Per questo, non mi interessa sollevare il tema del finanziamento al nostro festival, mi interessa piuttosto sapere, come operatore culturale e come cittadina se il territorio, quindi anche la politica e le istituzioni, guarda con attenzione e curiosità al Women’s Fiction festival, al Lucania Film Festival, all’Onyx Jazz Club, alle Notti di Federico, al Cinema ambulante e così via. Se così non è, l’unico festival letterario costruito in Europa con la formula delle writer’s conference è pronto a togliere il disturbo, visto che ci sono altre città e altre regioni italiane e straniere pronte ad accogliere questo modello. Ma la politica deve avere il coraggio di dirlo chiaramente, non nascondendosi dietro assurde graduatorie. Ci dicano De Filippo, Autilio, Straziuso, Restaino, Adduce, Altobello, Speranza, Buccico, Taddei, Latronico qual è la loro visione di politica culturale. Ci dicano se è più importante per la comunità sostenere compagnie teatrali non professionistiche in dialetto materano o compagnie professionistiche materane che vengono apprezzate in tutta Italia come il Teatro dei Sassi, cacciato brutalmente dalla sua sede. Ci dicano, per favore, se è più importante sostenere una sfilata di star del cinema italiano o affiancare uno dei più apprezzati festival di cortometraggi in Europa come il Lucania Film Festival. Ci dicano, a chiare lettere, che è più importante una sfilata di moda che un festival letterario. Ci dicano che è più importante un concerto di Claudio Baglioni per incentivare il “turismo strazzone”, quello del “panino, butta la carta e via a casa” oppure portare Daniel Pennac davanti a una platea di studenti per parlargli di come leggere un libro. E ancora ci dicano se è importante sapere che il Wff è stato segnalato da una ricerca della Bocconi in una pubblicazione come unico caso di Eccellenza al Sud, che ha ricevuto un premio dal Ministero dei Beni Culturali e che una scrittrice scoperta dalla Mondadori a Matera è oggi ai vertici delle classifiche di vendita. Ci dicano perchè alcuni eventi vengono finanziati direttamente senza partecipare ad alcun bando e quali risultati portano in termini di visibilità e di produzione culturale. Ci dia la politica una motivazione, una spiegazione. Bisogna anche dire che uno sforzo il presidente De Filippo l’ha fatto con il progetto Visioni urbane e con i 4 milioni e mezzo di euro per finanziare le infrastrutture di centri della creatività. Ma anche qui si registra una certa incoerenza: si finanzia la infrastruttura, l’hardware, e poi si lasciano senza finanziamenti le idee, il software.
Noi vogliamo sapere, solo sapere e nient’altro. Poi decideremo da che parte stare e se restare. Infine, un sogno: che quegli stessi volti in prima fila al Maratea Film Festival possano ritrovarsi insieme ad ascoltare il concerto di David Kikoski organizzato dall’Onyx Jazz Club o per conoscere l’esperienza di Brunonia Barry ospite del Wff.
Occorre che i centri di eccellenza creativi si mettano insieme per lanciare, in un momento pubblico, la sfida alla politica. Altrimenti si continuerà a investire sulle sfilate di moda. E noi continueremo a chiederci perchè siamo tornati in Basilicata.
*Responsabile relazioni esterne
Women’s Fiction Festival